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La storia di Roma viaggia sugli argini del Tevere

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Sulle sponde del Tevere una spettacolare opera d’arte

Affrettiamoci a vedere la più grande opera d’arte pubblica d’Europa, un’imponente opera di street art inaugurata il 21 aprile scorso, che decora i muraglioni del Lungotevere.

Si tratta della rappresentazione dell’artista sudafricano William Kentridge intitolato “Trionfi e lamenti”, una sorta di lunghissimo papiro sui muraglioni del Tevere, 550metri di figure alte dai 10 ai 13 metri con le quali ha voluto raccontare la storia, il mito e il folklore di Roma, dalla sua fondazione fino al 1970. Il tratto del Tevere sul quale possiamo trovare l’opera è la banchina destra compresa tra ponte Sisto e ponte Garibaldi.

William Kentridge, LungotevereLe immagini, rigorosamente in bianco e nero, rappresentano le imprese di moltissimi protagonisti della storia della Capitale: Giulio Cesare, Marco Aurelio, Giordano Bruno solo per citarne alcuni.  Bellissimi i ritratti di Anna Magnani, Cicerone, Benito Mussolini. E poi c’è la Lupa capitolina, Romolo e Remo, il cadavere rannicchiato di Pier Paolo Pasolini, Aldo Moro assassinato, Marcello Mastroianni e Anita Ekberg in una vasca-fontana trainata da una biga e tanto altro.

Originalissima la tecnica usata. L’Autore ha delineato le immagini togliendo – entro il perimetro di una serie di disegni che lo stesso autore ha preparato, la patina di inquinamento che si accumula sulle pareti di travertino dei muraglioni, e come per magia, sono emerse delle bellissime immagini. Purtroppo la loro visione sarà di breve durata, al massimo quattro anni. Presto lo smog presente nell’aria della Capitale ricoprirà le parti oggi bianche e le figure scompariranno.

In tre o quattro anni,– leggiamo in un intervista all’Autore su Repubblica  –  batteri, vegetazione e inquinamento prevarranno di nuovo. E le immagini sprofonderanno lentamente nell’oscurità. Va bene così. Fa parte del significato di quest’opera. Ha a che fare con la perdita della memoria. Con il senso della storia che cambia. Il presente ogni volta influenza il passato. Io ho messo insieme dei frammenti”,

Auspichiamo che questa iniziativa possa dare un impulso innovativo per la valorizzazione delle sponde del Tevere, da troppo tempo lasciate all’incuria e al pericoloso isolamento

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