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Architettura liberty, una passeggiata sul litorale di Ostia: 12 luglio

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Dal Liberty al razionalismo: le architetture della metà del ‘900

Architettura liberty Ostia

Architettura liberty Ostia

Una “Passeggiata speciale” con naso all’insù è prevista per domenica 12 luglio: il Cea (Centro Educazione Ambientale) propone un itinerario culturale per le vie del Lido dal titolo “Dal Liberty al razionalismo” finalizzato alla scoperta delle architetture che hanno determinato l’aspetto attuale della città balneare dal titolo.

Appuntamento alle ore 18.30 in Piazza Regina Pacis, vicino alla fermata Ostia Centro.

Sono, quelli che saranno analizzati, due momenti importanti per la definizione topografica ed architettonica del Lido. Al periodo liberty, primi anni del novecento, risale l’arricchimento e l’abbellimento del piccolo villaggio di pescatori abitato fino a pochi anni prima: ne costituiscono un esempio le palazzine ed i villini liberty del centro storico, le case popolari su via della Marina e corso Duca di Genova, oppure il Palazzo del Pappagallo che si trova sulla piazza Anco Marzio.

La trasformazione voluta dal Regime

Sotto il  regime il Duce decide di trasformare il piccolo nucleo sul mare in Lido di Roma con l’apertura della grande arteria di collegamento e con un forte intervento urbanistico sul territorio. Sono di questo periodo il Palazzo del Governatore, progettato dall’architetto Vincenzo Fasolo nel 1924; la Colonia, poi denominata Vittorio Emanuele III, costruita tra il 1916 ed il 1920 su progetto dell’architetto Marcello Piacentini destinata inizialmente a ospedale per le cure elioterapiche di bambini affetti da tubercolosi. A partire dagli anni ’30 la ristrutturazione fascista si permea di razionalismo e funzionalismo con sfumature e influenze “futuriste” come quelle applicate nell’Ufficio Postale realizzato dall’architetto Angelo Manzoni, il quale presenta all’entrata un gruppo di colonne poste a semicerchio, richiamo dei pini del Parco di Castel Fusano. Questo periodo innovativo si concluse nel 1932 quando la Società Immobiliare Tirrena bandì un concorso per la realizzazione di quindici villini signorili. Gli edifici realizzati, ed in particolare i villini di Adalberto Libera sul lungomare Caio Duilio ed altri progettati da giovani architetti quali Mario Monaco e Leopoldo Botti.

La visita si conclude alla stazione di Stella Polare.

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