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Canale dei Pescatori: 300 volontari in azione

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Un giornata con Retake RomaOstia

Sono stati tremila i volontari che ieri mattina si sono dati appuntamento in quattro luoghi della capitale a cui sono stati associati i quattro elementi: parco del Colle Oppio (terra), piazza Ragusa (aria), largo Fratelli Lumière (fuoco) e il Canale dei Pescatori di Ostia (acqua) al fine di dar luogo a “Bella, Roma”, la più grande operazione di decoro urbano lanciata da Retake Roma.

A Ostia hanno partecipato oltre 300 cittadini coinvolti dalla sezione locale di Retake e da molte Associazioni di volontariato che operano nel X Municipio, per pulire le sponde del canale dei pescatori intorno alla foce.  In poche ore sono stati raccolti più di 50 sacchi pieni di barattoli di vernice vuoti, bottiglie, pneumatici, biciclette arrugginite, materiali di risulta, plastica, materassi. I volontari hanno anche verniciato i parapetti in ferro e le strutture murarie del canale.

Un corso d’acqua artificiale

Il Canale dei Pescatori è un corso acqua artificiale di notevole importanza per il territorio del X Municipio di Roma. La sua foce ha infatti rappresentato sin dall’epoca storica, un punto di sbocco naturale delle acque meteoriche ricadenti nell’entroterra.

La storia del Canale dei Pescatori ha origini antiche. Il primo tracciato del canale artificiale venne eseguito dai romani nel 356 a.C. per raccogliere le acque stagnanti nella zona di Ostia Antica ma non è rimasto sempre attivo.  Infatti durante il Medioevo a causa della mancanza di manutenzioni, il canale si insabbiò e fu necessario aspettare fino al 1933 per vederlo ripristinare.

Attualmente il Canale dei Pescatori raccoglie le acque  da due corsi minori il Fosso del Dragoncello (zona Dragona), il Canale della Lingua (zona Casal Palocco) e di Pantanello (Infernetto). Poco più a valle riceve le acque delle idrovore della zona al di sotto del livello del mare (acque medie e basse).

Inoltre rappresenta uno specchio d’acqua di grande importanza per la fauna e la flora locale e in transito.

Problemi di deflusso alla foce causati dalle correnti costiere, fenomeni di insabbiamento e scarsa manutenzione ordinaria sono oggetto da sempre di rischio idrogeologico di primaria importanza.

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