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Le dune del nostro litorale, un tesoro prezioso

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Le nostre dune

di Maria Gabriella Villani, WWF Litorale Laziale

Sul litorale del Lazio ma in tutta l’Italia la situazione si ripropone, sono oramai pochi i tratti di costa che conservano l’aspetto naturale. La maggior parte della costa è occupata da costruzioni, stabilimenti, strade che hanno soppiantato l’ambiente originario caratterizzato dalle dune costiere e dalle foci integre dei diversi corsi d’acqua dove la biodiversità è al massimo della sua espressione. Le spiagge e le dune costiere rappresentano ecosistemi che risultano tra quelli più vulnerabili e più minacciati a livello mondiale. Ecco perché l’impegno del WWF Litorale Laziale è massimo per la conservazione dell’ecosistema delle dune costiere con il suo prezioso scrigno di biodiversità.

Capocotta

Sul Litorale di Roma le dune costiere le troviamo nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita nel 1996, dove i tratti di costa: Palidoro/Passoscuro, foce Rio Tre Denari, la foce dell’Arrone, il litorale di Focene antistante l’Oasi WWF di Macchiagrande, quello davanti la pineta di Coccia di Morto, Capocotta, zone 1 della Riserva del Litorale, sono aree da tutelare con la massima attenzione.

Foce Arrone

Nelle immediate adiacenze, anche se non racchiuse dalla Riserva Litorale Romano, troviamo le dune di Castel Porziano e quelle del Pigneto di Torvaianica. Le dune di Castel Porziano e quelle di Capocotta fanno parte di un Sito di interesse comunitario, tutelate dalla direttiva Europea habitat per la protezione degli habitat a rischio.

Le zone 1 indicano aree dove tra l’altro è vietato a “l’introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possono alterare l’equilibrio naturale “Art. 7 del decreto istitutivo. Eppure spesso troviamo tra le dune piante che non hanno nulla a che vedere con il nostro ambiente naturale come agavi, yucche, fico degli ottentotti, palme, tutte specie che arrivano da altri continenti. L’Agave americana e il Fico degli ottentotti (Carpobrotus spp.) sono particolarmente invasive. A livello mondiale le specie “esotiche” invasive costituiscono una tra le principali minacce per il mantenimento della biodiversità.

La duna è un ambiente molto delicato, il calpestio eccessivo ed incontrollato provoca lo scalzamento della sabbia e il conseguente deperimento della vegetazione caratteristica della duna.

Le piante sono fondamentali per l’equilibrio della duna provvedendo con le loro radici ad imbrigliarla, consolidandola. Senza copertura vegetale la duna scompare, volatilizzata dal vento. Alcune piante sono oltretutto rare e protette.

La duna è un ostacolo formidabile all’erosione dei litorali: non a caso le spiagge più erose, fateci caso, sono quelle dove le costruzioni hanno soppiantato l’ambiente naturale.

Le dune costituiscono una barriera naturale per i venti salmastri, proteggendo la vegetazione retrostante più sensibile.

Migliaia di persone frequentano questi tratti di costa. Molti raggiungono l’arenile attraversando le dune dove capita; alcuni si sistemano in cima ad esse, altri passeggiano sopra. Pochi sanno che così facendo contribuiscono alla loro scomparsa.

Certamente i danni maggiori sono provocati dai mezzi a motore: quelli utilizzati per la pulizia degli arenili danneggiano in modo consistente l’ambiente dunale uccidendo le piccole plantule che germinano in primavera. E talvolta a questo si aggiungono i fuoristrada che contravvenendo alla legge circolano sulla spiaggia.

 

È fondamentale per chi gestisce questo bene naturale capire di avere in custodia non un modesto ed insignificante accumulo di sabbia ed “erbacce”, ma un habitat difficile ed affascinante in cui ogni palmo di sabbia è conteso duramente dalle piante al vento, al mare, all’uomo!

La presenza della vegetazione, alla base della formazione dell’habitat, rende questi luoghi unici ed affascinanti. Il periodo migliore per ammirare la splendida vegetazione della duna costiera è il mese di maggio, quando troviamo la maggior parte delle piante fiorite, anche se la specie simbolo della duna costiera, il giglio di mare, fiorisce tra luglio ed agosto.

 

Il WWF Litorale Laziale, da marzo 2018 ad agosto, ha realizzato, grazie al contributo del Comune di Fiumicino, un progetto di difesa della duna costiera antistante l’Oasi di Macchiagrande, Focene Nord. Il progetto è stato sviluppato con la realizzazione di una passerella di accesso alla battigia, la recinzione per impedire l’accesso delle auto sulla spiaggia, la delimitazione delle aree dunali con paletti di castagno e corda canapa, la cartellonistica ed un pannello didattico.

Bibliografia
Le piante esotiche negli ambienti costieri del Lazio, 2007, a cura di Alicia T. R. Acosta e Carmela Francesca Izzi
Quaderni habitat Dune e spiagge sabbiose, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale
Flora d’Italia Sandro Pignatti Ed. Edagricole, 2017

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