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I due volti della RomaOstia 2016
Uno spettacolo variopinto, gioioso, all’insegna del sano sport agonistico di tutti gli oltre tredicimila partecipanti che alle 9.00 in punto si sono mossi sotto il cielo romano illuminato da un caldo sole primaverile. La mezza maratona più amata e partecipata d’Italia, giunta alla sua 42ª edizione, come sempre ha due volti: quello della gara agonistica dominata quest’anno dagli atleti africani, e l’altro, a cui hanno partecipato i maratoneti amatoriali, quello dei tanti giovani e meno giovani, intere famiglie che hanno mostrato tutto l’entusiasmo di esserci, di poter partecipare e di voler arrivare a tutti i costi, con sacrificio, tanta fatica, fino all’agoniato arrivo, predisposto al centro della rotonda della Colombo, davanti al mare di Ostia.
La gara è stata vinta da Yego Salomon Kirwa che ha portato a termine la gara in un tempo eccezionale 0,58,44, record della manifestazione e quarta prestazione di tutti i tempi in mezza maratona. Secondo, con il tempo di 0,59.18 Kipkoech Langat Leonard ed al terzo posto, con il tempo di 1,00,06 è arrivato Ndiwa Remmy Limo. A seguire Kwemoi Ndorobo Peter, Kebede Tulu Wami, etiope e Kipyego Kennedy, cinque kenioti nei primi sei posti. Lo schieramento vincente è entrato nel vivo fin dalle prime battute, subito alla testa degli atleti una decina di africani. Il serpentone di atleti non aveva lasciato il percorso dell’Eur ed il gruppetto leader si era già ridotto a solo quattro atleti, il resto era già distaccato da diverse centinaia di metri. La sfida del comando si è consumata al termine della salita di Malafede, dove si trova l’ingresso della Residenza Presidenziale di Castel Porziano, Yego ha fatto selezione trascinando al suo seguito solo Leonard Langat.
Da questo punto in poi i due keniani hanno dato puro spettacolo, alternandosi in testa alla corsa a colpi di chilometri velocissimi. Langat ha ceduto in prossimità del diciottesimo chilometro. Da qui cavalcata solitaria di Yego che è stato accolto sulla Rotonda di Ostia da un boato di applausi.
Al femminile la gara si è risolta solo negli ultimissimi chilometri quando l’etiope Debele Degefa, ha staccato Angela Tanui e Magdaline Masai. Anche qui la gara è stata una questione fra africani.
Gli Italiani – Xavier Chevrier dell’Atletica Valli Bergamasche con 1h03’41” è il primo atleta italiano sul traguardo, ottavo nella classifica generale. Al secondo posto il Fiamme Oro Simone Gariboldi con 1h03’58” e al terzo Francesco Bona (C.S. Aeronautica) 1h05’32’’. La gara femminile tricolore è stata vinta da Francesca Dal Ri (C.S Esercito) in 1h14’46”. Sul secondo gradino del podio è salita Federica Proietti (Calcestruzzi Corradini) in 1h15’15” seguita, al terzo posto, da Manuela Manca in 1h17’42’’ (Cagliari Atletica).
E poi c’è l’altro volto della gara, l’aspetto umano, quello della pacca sulla spalla data all’amico sotto l’arco dell’arrivo a coronamento della fatica dei tanti allenamenti fatti nel tempo ritagliato dopo il lavoro; del giovane che dopo aver varcato la linea finale alza gli occhi al cielo e dedica il proprio traguardo alla memoria del padre appena scomparso con cui aveva visto tanti arrivi ad Ostia e tante volte si erano ripromessi di correre la gara insieme; è la gara della smilza signora cinquantenne che sfinita dalla fatica trova il fiato per ribadire che è stata una esperienza magnifica, da ripetere perché, dopo una dura salita, vedere apparire il mare all’orizzonte quando il percorso diventa più facile in discesa, è un emozione unica, di quelle che fanno mozzare il fiato. È la gara di tredicimila atleti che condividono la stessa medaglia, quella dello stare insieme per la grande passione per lo sport e per il piacere di esserci.











