Splendida conferenza, quella tenuta domenica 18 ottobre nel salone del CHM Lipu-Ostia da Giovanni Mustazzolu dal titolo “Alla scoperta della storia di Ostia Ponente“: una relazione appassionata, documentata, propositiva, di spessore e per questo all’altezza di essere compresa tra gli eventi promossi per il 40° anniversario della morte dell’eclettico intellettuale che fu Pier Paolo Pasolini.
Il Parco letterario dedicato allo scrittore
François Mitterrand alla fine degli anni ’80, nel corso di un viaggio in Italia avrebbe voluto venire a rendere omaggio alla memoria dello scrittore Pier Paolo Pasolini proprio qui, dove era stato ritrovato il corpo. Ma i solerti funzionari del nostro governo lo sconsigliarono caldamente inventando delle scuse plausibili ed evitando di dire la verità: che il luogo era ridotto ad una vera e propria discarica a cielo aperto. Ora sì che il presidente francese, ormai defunto da anni, potrebbe venire, poiché il monumento del maestro Mario Rosati, realizzato per il poeta di borgata è all’interno delle recinzione dell’Oasi della Lipu, protetto e curato, un luogo degno del nome che gli intellettuali di Ostia hanno voluto dare al Parco letterario. Un segno tangibile della consapevolezza da parte dei residenti del Lido che Ostia non è solo mare e mal governo.
La conferenza
“Ostia deve le sue origini alla zona dell’idroscalo, ci dice Giovanni, dove già dal XIX secolo si insediarono immigrati sardi, siciliani ed abruzzesi, in gran parte contadini che presero a coltivare le fertilissime terre di riporto che il Tevere depositava sulla foce dopo averle trasportate per centinaia di chilometri dall’entroterra. Il gruppo di volontari di Ostia Ponente degli anni ’50 ha studiato in questi ultimi anni il territorio grazie a nuovi documenti, fin ora inediti, che provengono dagli archivi privati di antiche famiglie di proprietari terrieri del posto. Un gruppo no profit ci ha tenuto a precisare il relatore: vogliamo diffondere le nostre ricerche per favorire la presa di coscienza da parte dei cittadini di ciò che eravamo e sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto delle proprie origini. Rendersi conto che le nostre radici arrivano spesso da situazioni di sofferenza ma anche di crescita e di valori, si tramuta inevitabilmente in senso di orgoglio e dignità per ciò che ci ha preceduto.

Disegno del Gruppo Ostia Ponente degli anni ’50
Scorrono sullo schermo una dopo l’altra immagini di disegni, grafici, mappe catastali ed il relatore commenta, ricorda, precisa. Parla di Tor Boacciana e Tor san Michele, di canali e delle dune che rappresentavano gli elementi portanti del paesaggio fino alla metà del secolo scorso. Della via Severiana e di via dell’Arginetto, della piana dell’Appagliatore, della zona Tumuleti, della zona Pini e delle stravaganti mutazioni che la fiumara determinava da un anno all’altro.
Foto del gruppo Ostia Ponente degli anni ’50
Poi ricorda le persone che hanno vissuto quei luoghi e fa riferimento ai pannelli della mostra allestita per l’occasione pieni di fotografie di uomini, donne, bambini, scolaresche, scorci di vie che oggi non esistono più o almeno non come sono riportate su quelle vecchie stampe.
Verso la modernità
Tre gli ambiti ricordati nella rapida sequenza imposta dai tempi a disposizione del relatore: la questione della ferrovia, l’idroscalo e l’arrivo dell’elettricità.

Momenti della conferenza
“Già nel 1910, ricorda Mustazzolu, era pronto un progetto per portare la ferrovia da Fiumicino ad Ostia Lido, ma non fu mai realizzato. Prevedeva una linea che da Fiumicino andava verso Isola Sacra proseguendo con un tratto che andava all’Idroscalo. Intorno al 1919 il progetto variò con una nuova linea che dalla stazione di Ostia Antica costeggiando verso destra il Tevere, Tor Boacciana, arrivava all’idroscalo con stazione a Tor San Michele fino a raggiungere l’aeroporto degli idrovolanti sul Tevere.
La stazione per gli idrovolanti venne realizzata in tempi rapidi a fiumara lato mare, ma la prima forte mareggiata la distrusse totalmente. Fu necessario elaborare un progetto che prevedeva lo scalo più all’interno sul Tevere, fronte Isola Sacra con uno sviluppo sulla sponda del Tevere. Ma la guerra impedì la sua realizzazione. La elettrificazione delle strade e delle abitazioni avvenne ad Ostia nel 1929 ma arrivò ad Ostia Ponente solo nel biennio 1950/51.”
Purtroppo i tempi delle conferenze sono troppo stretti per un argomento così ampio e interessante… è ora di chiudere i lavori. Giovanni ci dà appuntamento ad un prossimo incontro consapevole di aver incuriosito il folto gruppo di ascoltatori presenti. Un successo contraddistinto della passione per le proprie origini e dall’amore per la propria città.





