EVENTI ED AZIENDE AD OSTIA LIDO, OSTIA ANTICA, ACILIA, FIUMICINO

di Francesco Vitolo
Esperto nella regolamentazione di infrastrutture a rete nelle Pubbliche Utility

Una delle caratteristiche del territorio costiero della Capitale d’Italia è il suo legame con l’acqua. Legame riconducibile sia alla presenza della foce di quello che i romani chiamavano “flavus Tiber”, il biondo Tevere, sia all’ambiente costiero che lo stesso ha generato, caratterizzato da un avanzamento e arretramento della linea di costa, come effetto dell’azione combinata del mancato apporto sedimentale del fiume associato a fattori meteo climatici, geologici, biologici e antropici [1].

Tor Boacciana

Le nostre radici storiche sono associabili all’acqua ad esempio: per le bonifiche ravennate, per il progressivo avanzamento dei manufatti di presidio della foce (castello di Giulio II a Ostia Antica – Torre Boacciana al ponte della Scafa – Torre di San Michele – idroscalo), solo per citare due tra i fatti più conosciuti. Sulla variabilità morfologica della linea di costa, se da una parte risulta intuitivo immaginare la movimentazione di sedimenti associata al flusso idrico nel Tevere, è meno facile comprendere gli spostamenti delle sabbie dovute ai moti delle acque marine. Queste infatti risentono della combinazione di due fronti di correnti: uno che trascina materiale secondo il moto ondoso superficiale e un altro, che sposta la sabbia sulla direttrice parallela alla costa (Sud-Est Nord–Ovest). Fenomeno che semplicisticamente ci porta a osservare come la presenza di ostacoli rigidi perpendicolari alla linea di costa tendano a scavare il lato Sud-Est e interrare quello Nord–Ovest (vedi situazione dei moli di foce del Canal dei Pescatori).

Il tema merita una attenta riflessione per le scelte e gli orientamenti da adottare affinché qualsivoglia progettualità risulti sostenibile in una dimensione sovra comunale che chiami in causa i diversi territori interessati, le popolazioni ivi residenti, lo sviluppo di attività imprenditoriali e la tutela dell’ambiente.

contratto costaOccuparsi ad esempio del fenomeno dell’inquinamento da plastica alla foce di un fiume come il Tevere, è paragonabile ad abitare un appartamento con giardino al piano terra di un condominio in presenza di chi dai piani superiori si disfa di cicche di sigarette e altri rifiuti buttandoli di sotto. Si stima che circa l’80% della plastica in mare arriva dai fiumi, nel nostro caso quella che giunge dal Tevere la ritroviamo poi spiaggiata sulla costa. Qualsiasi intervento fatto alla foce non può prescindere dal “morigerare” l’utilizzo delle aree golenali e gli argini del corso fluviale a monte. Stesso discorso vale per i fenomeni costieri dove potremmo ad esempio realizzare opere in grado di salvaguardare la costa di nostra pertinenza, provocando danni erosivi da un’altra parte.

La dimensione economica, ambientale e di utilità pubblica delle acque, trova soluzione nell’istituto del “Contratto di Fiume”, definito come: “strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale” [2].

In Europa, i primi contratti di fiume furono sviluppati in Francia (1981 – Contrat de Rivière) ma esistevano già esempi in Canada [3]. La prassi si è poi diffusa in Belgio, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Spagna e in Italia. Cresceva infatti la sempre più sentita necessità di perseguire obiettivi quali: sicurezza, mitigazione e prevenzione dei rischi, riequilibrio ambientale e valorizzazione paesaggistica, uso sostenibile delle risorse nella fruizione turistica nonché la diffusione della cultura dell’acqua [4].

Diversi i casi italiani a cui, alle politiche d’intervento sui fiumi, si sta cominciando ad associare la dimensione costiera nei “Contratti di Costa” (o di lago) laddove il legame tra fiume, foce e litorale ha caratteristiche tipo quella nostra prima descritta.

Nell’ordinamento nazionale il Contratto di Fiume trova riferimento nel concetto di “programmazione negoziata” introdotto dall’art. 68 bis nel D.Lgs. 152/2006, proprio con la finalità di coniugare aspetti economici alla sostenibilità ambientale e l’utilità pubblica [5].

La natura innovativa dello strumento sta proprio nella partecipazione civica dal basso che si incardina nel principio di sussidiarietà dell’articolo 118 della Costituzione italiana. Il riferimento è al principio di sussidiarietà in senso orizzontale laddove il cittadino, in forma singola o associata svolge una funzione attiva facendosi portatore degli interessi locali così da cooperare con le istituzioni nei processi decisionali.

In altre parole l’appannaggio decisionale dei diversi livelli istituzionali, in presenza di un contratto di fiume chiama alla partecipazione categorie di soggetti quali: gli imprenditori della zona, le associazioni, gli enti di promozione turistica, i singoli cittadini, i proprietari di terreni ecc. Ogni portatore d’interesse può interviene a vario titolo nel progetto con contributi di varia entità e natura ottenendone una utilità.

Non a caso la sottoscrizione del contratto di fiume rappresenta l’atto finale di ratifica di quella che può essere definita una “intesa di comunità” finalizzata a una “governance locale integrata” a cui contribuisce la componente civica fatta da cittadini, imprese, associazioni e la parte istituzionale rappresentata da Comuni, Città metropolitane, Regioni.

Immaginate il ruolo che in tal senso potrebbe essere svolto sul Tevere dalle comunità di affaccio in argine, dalle imprese di rimessaggio nautico e di navigazione fluviale, e dalle associazioni ambientaliste [6].

 

Nel contesto, invece, di un futuribile contratto di costa, pensate al contributo che potrebbero fornire i cittadini sul tema della libera fruizione dell’acceso al mare, magari trovando proprio nel “Contratto di Costa” un momento di sano confronto tra residenti e imprenditori locali nella definizione dell’offerta di servizi alla balneazione. Pensate, ancora, al ruolo che tramite il Contratto di Costa potrebbero svolgere esperti, la locale Università del Mare, la Regione Lazio unitamente alle Amministrazioni dei comuni di Fiumicino, Roma e Pomezia per arrivare a una visione partecipata e condivisa sugli interventi di contrasto all’erosione costiera da porre in opera. Stesso dicasi delle associazioni ambientaliste nella tutela dei cordoni dunali e delle infrastrutture portuali (Porto di Ostia e Porticciolo dei pescatori) per lo sviluppo di attività legate all’ecoturismo responsabile quale l’osservazione di cetacei e delfini (whale watching) o attività subacquee sulle secche di Tor Paterno e relitti vari. L’auspicio è le che future Amministrazioni e Associazioni illuminate possano seguire questa traccia di lavoro.

[1] Si veda “Il vecchio e il nuovo delta del Tevere (Fiumicino e Ostia, la spiaggia e il porto di Roma) di A. PRATURLON

[2] Definizione elaborata dal Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume e disponibile all’indirizzo: http://nuke.a21fiumi.eu/Cos%C3%A8unContrattodifiume/tabid/56/Default.aspx

[3] Per questo e altri approfondimenti di carattere normativo si veda il n. 18/2017 della rivista di diritto pubblico italiano, comparato, europeo federalismi.it – ISSN 1826-3534 di Adele Portera Dottore in Giurisprudenza Università di Catania al link:

https://federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?artid=34824

[4] Delegazione Italiana in Convenzione Alpi – I Contratti Di Fiume In Italia (e oltreconfine) Il X Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume e il Contributo del Ministero dell’Ambiente alla diffusione e all’internazionalizzazione dei Contratti di Fiume novembre. 2017 disponibile al link:

https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/convenzionealpi/rapporto_Convenzione_Alpi_novembre2017.pdf

[5] Il World Water Forum ha definito, già nel 2001, i CdF come forme di accordo che permettono di “adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale”.

[6] Vedi attività in corso sul contratto di fiume Tevere Castel Giubileo Foce al link: http://www.agendatevere.org/

 

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