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Liu Bolin the Invisible man, in mostra al Complesso del Vittoriano

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Liu Bolin, l’artista camaleontico lancia i suoi trasparenti messaggi

In mostra, per la prima volta in Italia, con il titolo ‘Liu Bolin the Invisible man‘,  le opere  del camaleontico artista cinese Liu Bolin, classe 1973, uno degli artisti dell’estremo Oriente maggiormente conosciuti nel mondo occidentale.

Dal 2 marzo al 1° luglio il Complesso del Vittoriano ospita una mostra sui lavori di questo artista unico al mondo che ha raggiunto la fama internazionale attraverso l’uso del “camouflage”, ovvero la capacità di camuffarsi con ciò che lo circonda, dipingendosi corpo e abiti fino a confondersi col resto del paesaggio, tanto che a volte si fa fatica a individuarlo. Le sue opere sono un insieme di linguaggi diversi: performance, pittura e fotografia. Prima dello scatto fotografico infatti l’artista rimane immobile anche per molte ore, mentre i suoi collaboratori mettono a punto un accurato body-painting.

La rassegna è costituita da 70 fotografie realizzate negli ultimi dieci anni che  raccontano il punto di vista di Liu Bolin sui temi sociali di attualità come la frenesia del consumismo, il nodo dell’immigrazione fino alle immagini create per le campagne pubblicitarie di grandi brand.

Fotografie realizzate in molte parti del mondo tra cui scatti che ritraggono alcuni angoli d’Italia, come quelli tra i Marmi dell’Anfiteatro Flavio, Venezia o la Reggia di Caserta appositamente realizzati per la mostra romana e qui esposti in anteprima mondiale.

L’artista cinese nasce scultore ma il destino, anzi il governo di Pechino, decide per lui un’altra strada: nel 2005 le autorità ordinano infatti di abbattere il Suojia Village, quartiere a nord est della città dove hanno sede tanti artisti. Bolin per manifestare il suo dissenso si fa dipingere immobile fra quelle rovine. È l’origine del nuovo linguaggio che l’artista porta nel mondo: dietro l’apparente semplicità della sua mimetizzazione con le architetture o gli ambienti circostanti, “io scelgo di fondermi con loro, dice Bolin, invece di dire che scompaio nello sfondo circostante, sarebbe meglio dire che è l’ambiente che mi ha inghiottito e io non  posso scegliere di essere attivo o passivo“.

La scelta dello scenario per le opere dell’artiste ricade indistintamente sugli scaffali di un supermercato così come su luoghi iconici di tutto il mondo, come Wall Street a New York o Piazza San Marco a Venezia, mentre il messaggio delle sue opere sembra essere univoco: la crescente irrilevanza dell’individuo fino a diventare invisibile.

Liu Bolin. The invisible man

Dove: Complesso del VIttoriano, Ala Brasini, Via di San Pietro in Carcere, Roma

Quando: 2 Marzo 2018 – 1 Luglio 2018

Orario:
Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30
Venerdì e sabato 9.30 – 22.00
Domenica 9.30 – 20.30

La biglietteria chiude un’ora prima

 

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